le decorazioni dei palloni da calcio degli ultimi quindici anni, fatte spesso evitando di utilizzare lo schema fisso precedente, quello delle scelte grafiche centrate sempre sui dodici pentagoni.
i palloni da calcio di colore diverso dal bianco.

finire di fare le pulizie.

i paguri.

fare gli auguri di compleanno, niente di più, una volta ogni anno, a una persona che sento solo in questa occasione, e che mi ringrazia sempre, in un modo bello.

le unghie mangiate.

gli automobilisti che, prima di un vigile sdrajato, indipendentemente dalla sua altezza, rallentano praticamente fino a fermare l’auto.

chiamare i dossi artificiali, come faceva qualcuno che conoscevo ma che non sono mai riuscito a ricostruire chi fosse, “vigili sdrajati”.

una foglia nuova.

le foto di luigi ghirri.

i pannelli fonoassorbenti a piramidi.

il passaggio da ora legale a ora solare.
il passaggio da ora solare a ora legale.

il sudoku.

l’influenza.

la cicoria.
no, non ho detto la cicuta, ho detto la cicoria.
ti giuro, credimi, ho detto cicoria, davvero, non ho detto cicuta.
no, no, non cicuta, cicoria.
cicoria, cicoria, sì, fidati.
la cicoria.

l’autolettura del contatore dell’energia elettrica.

le mosche.
le mosche fuori stagione.

le mongolfiere.

il primo giorno di autunno in cui si accende il riscaldamento dell’auto.

il primo giorno di autunno in cui si vede il fiato, per il freddo.

gli idropulsori.

scottarsi il palato.
la pelle del palato, rovinata, a volte sfilacciata, dopo una scottatura.

le stampanti che funzionano male, con le lettere sfocate, storte, dimenticate, e con il nero che diventa grigio, non uniforme, solo abbozzato.

le scadenze, quando proprio non c’è modo di farcela, di rispettarle, di arrivare all’appuntamento con qualcosa di decente tra le mani.

le acciughe, l’aglio e l’olio buono.
presi separatamente o, se possibile, combinati con cura nella bagna cauda.

i gatti sempre chiusi in appartamento.

i cronotermostati programmabili nel dettaglio, ogni ora di ogni giorno di ogni settimana.

la pelle delle dita delle mani, soprattutto sui polpastrelli, che fa le pieghe quando è stata troppo tempo in acqua, al mare o sotto la doccia o nella vasca o lavando i piatti.

i pendoli con i filo molto lungo, lenti, infiniti, estenuanti.

l’istante in cui parte il salvaschermo.

il gelato gusto malaga.