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Archivi delle etichette: luoghi

le luci al neon nei vagoni dei treni regionali.

i letti matrimoniali con due materassi separati, affiancati, invece che un grande materasso unico.

la capacità dei bambini piccoli di mettersi i piedi in bocca.

le persone che camminano sul bordo di una strada in campagna.

le foto di luigi ghirri.

la pianta di rose in testa a ogni filare di vigna, per tutto il vigneto, per tutti i vigneti vicini.

le sere in cui sono in programma, alla stessa ora e in luoghi lontani tra loro, due dei cinque spettacoli migliori che possa sperare di vedere in un intero anno.

gli sportelli dei mobili di cucina allineati male.
le ante degli armadi allineate male.

l’inutilità evidente della denuncia del furto della bicicletta.
il tempo impiegato, davanti a un carabiniere annojato, per fare la denuncia.
il tempo impiegato per fare la denuncia online, e scoprire che, una volta in caserma per completare le operazioni, come da istruzioni, bisogna fare tutto da capo.

il caldo incredibile all’uscita da un ipermercato gelido, nel piazzale del parcheggio, a metà agosto, con più di trentacinque gradi di temperatura.

i ritorni.

le scale mobili con i corrimano che viaggiano a velocità diversa da quella della scala, o a velocità diversa tra loro.

i popcorn al cinema.
l’odore dei popcorn del cinema.

il silenzioso accordo con cui, a una mostra, chi sta visitando una sala muovendosi in senso orario e chi la sta visitando muovendosi nell’altro senso si scambiano di posto, poco dopo essersi affiancati provenendo da sue direzioni diverse.

gli inviti alle cose belle.

le palle coperte di specchi, se di grande diametro e monocolori, senza specchi colorati.
quelle tipiche delle discoteche anni settanta, dico, ma senza discoteca intorno.

le persone che escono da un posto chiuso, un locale, un teatro, si fermano sulla soglia, o mezzo passo oltre la soglia, impedendo di uscire a chi le segue, e si accendono la sigaretta.

le scale.

i cartelli stradali che segnalano che il passo è aperto, geoffnet, open, ouvert.

gli ascensori.

camminare, di buon passo, per cinque ore consecutive. quasi venticinque chilometri e un buon dislivello. salire, scendere, risalire, riscendere.

le fotografie in bianco e nero, stampate in casa.

le luci al neon.

i luoghi in cui i telefoni cellulari non ricevono il segnale.

le farmacie private.

le code.

le stanze scaldate anche dal sole.

i voli cancellati all’aeroporto.

le strade senza traffico, in montagna.

le stanze male illuminate, le luci al neon.

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